PALAZZOBLU FONDAZIONE

Fanciulla, incisione ceramolle a fondino colorato

Periodo: XX

Primo Conti nasce a Firenze nel 1900 e a soli quattordici anni allestisce una mostra di sculture di Boccioni. A completare la sua formazione influisce lo studio di Cézanne e l’orientamento cubista.

La figura femminile è stata indagata da Primo Conti sotto molteplici aspetti lungo tutto il corso della sua carriera, da quelli più sacrali della donna come madre di Dio, ai ritratti della madre, alle raffigurazioni di popolane al lavoro, al lato più erotico. L’intensità della rappresentazione raggiunge però il suo apice soltanto nell’ultima fase della sua vita, posteriore alla conversione spirituale che condizionò in maniera radicale anche il linguaggio figurativo. Negli anni Settanta e Ottanta la donna, nella visione di Conti, diventa emblema di se stessa, riassumendo al suo interno le molteplici sfaccettature che incarna. In un percorso che ha attraversato l’amore sensuale, materno, mistico, si giunge alla fine ad un amore che coinvolge in senso globale. Volto femminile del 1977 e Fanciulla del 1978, si allineano alla tipologia più comune che caratterizza soprattutto la produzione pittorica di quegli anni, sviluppata in figure araldiche, costruite lungo un un’asse verticale, generalmente statiche, rappresentate attraverso l’accostamento di moduli geometrici (spicchi, sfere, triangoli) riempiti di colore piatto, da cui la tridimensionalità pare bandita.

Anche in questi casi il ritratto si risolve in una costruzione lineare tanto meditata quanto sintetica, intesa sempre nella sua essenza geometrica, e indirizzata a costruire, attraverso il suo fitto intersecarsi, i tratti caratteristici di volti che potrebbero appartenere a una fanciulla qualsiasi come a personaggi del mito come Euridice o Arianna. Volti quindi che possono essere letti come sintesi di un intero percorso di vita e d’arte, in cui pare di leggere, dietro l’ombra di maschere africane, la compita eleganza delle dee greche: “la struttura plastica delle sue antiche composizioni si è trasformata in una struttura ritmica priva di peso, ma non priva di profondità e di atmosfera ad un tempo sensibile, psichica ed emotiva”.