Clio, la musa della storia, olio su tela

La tela, datata 1632, appartiene al periodo napoletano di Artemisia Gentileschi. Per la tematica il dipinto sembra esulare dal consueto repertorio della pittrice, apprezzata fino a questa data come autrice di scene narrative.

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Gerusalemme assalita dai pisani, olio su tela

Il dipinto, attribuito a Pier Dandini, è un bozzetto preparatorio per il monumentale affresco nella Sala del Consiglio del Palazzo Comunale di Pisa, già affrescata precedentemente dal napoletano Farella con episodi della gloriosa storia "marinara"

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San Gerolamo penitente, olio su tela

Nella rappresentazione del San Gerolamo, il Cigoli abbandona l'iconografia classica del santo - quella del dotto studioso avulso dal mondo, protetto nello spazio atemporale del proprio studio - per lasciare il posto alla rappresentazione del

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Padre eterno e santi, olio su tela

Il dipinto ritrae Dio padre su una coltre di nuvole, circondato da tre puttini e preceduto dalla colomba dello Spirito santo che appare a quattro santi.

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Giuditta e Oloferne, olio su tavola

L'autore di questo dipinto, probabilmente di ambito fiorentino, ha concentrato la sua attenzione sulla figura di Giuditta, rappresentandola però da tergo, visuale non scontata.

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Madonna con Bambino tra i Santi Sebastiano e Francesco, olio su tela

Concordemente attribuita dalla critica ad Orazio Gentileschi, la piccola tela è un esempio dell'attività pittorica dell'artista a Roma (1587-'90), precedente ai futuri sviluppi caravaggeschi per cui generalmente è noto.

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Il Cardinale Giovanni dei Medici, Arcivescovo di Pisa, olio su tela

Il dipinto di Baccio Lomi, esempio di produzione ritrattistica, raffigura l'effige di Giovanni de' Medici (1544-1562), figlio del duca Cosimo e di Eleonora di Toledo, Arcivescovo di Pisa dal 1560 al 1562, cardinale nel 1560

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San Bernardino, tempera su tavola

L'iconografia della tavola, datata dalla maggioranza della critica al 1450, rappresenta una precoce testimonianza del predicatore francescano Bernardino da Siena, morto nel 1444 e canonizzato nel 1450 da papa Niccolò V.

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Profeta o Evangelista con rotulo, tempera su tavola

Le due tavole, cuspidate, lanceolate e incorniciate da ramoscelli d'alloro intagliati, dovevano essere, verisimilmente con altre cuspidi, la parte superiore di un polittico, come si può dedurre dalla presenza, in basso, di un incavo nel

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Bandinella della confraternita di Santa Lucia dei Ricucchi, tempera su tavola

Le "bandinelle", insegne o stendardi processionali, furono molto in voga in area pisana nel XIV e XV secolo. Potevano avere una struttura molto complessa nella carpenteria, con archi, cornici, intagli dorati, colonnine, etc., e prevedevano

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Noli me tangere, affresco staccato

L'affresco staccato proviene dalla chiesa di San Felice e Regolo, acquistata dalla Cassa di Risparmio, che ne fece la sua sede, nel 1864, dopo che da circa 80 anni era divenuta edificio profano.

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Madonna con Bambino tra angeli e santi, tempera su tavola

La tavola, il cui recente restauro ha eliminato le ridipinture tarde (in particolare nella figura di San Giovanni Evangelista), rappresenta al centro la Madonna con il Bambino in trono, ai lati, a sinistra San Giovanni

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La Vergine, San Giovanni evangelista e angeli ai lati della Croce, affresco

La nicchia affrescata fu rinvenuta nel corso di interventi di restauro nella chiesa di San Benedetto a Ripa d'Arno, dietro una cortina di mattoni che l'aveva nascosta alla vista. Danneggiato dall'umidità, l'affresco venne staccato e

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Madonna con Bambino e santi, tempera su tavola

L'opera appartiene al genere degli altaroli portatili, piccole tavole dipinte di devozione privata assai richieste nel Trecento. L'opera, ottimamente conservata, raffigura nella tavola centrale la Madonna con il Bambino affiancata da San Giovanni Battista e

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Polittico di Agnano, tempera su tavola

Il polittico fu realizzato per l'altare maggiore della chiesa del monastero di San Gerolamo di Agnano ed è stato attribuito al pittore pisano Cecco di Pietro da Enzo Carli

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