La Storia

La storia del palazzo

I primi insediamenti sul sito del palazzo risalgono al secolo XI, al periodo della massima potenza della Repubblica marinara di Pisa; ad un’epoca di poco successiva (XII secolo) appartiene l’elemento di casatorre in pietra, mentre la sottostante strada, ancora oggi visibile nel corridoio a piano terra che conduce all’ingresso delle mostre temporanee assieme alle antiche strutture edilizie, è databile ad un periodo tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo.

Il palazzo era posto in posizione strategica, all’imboccatura del ponte che già nel X secolo attraversava il fiume, di fronte alla Porta Aurea della città precomunale, nei pressi dell’antichissima chiesa di S. Cristina (dove S. Caterina da Siena riceverà le stimmate) e a breve distanza dal palazzo dell’importante famiglia dei Gambacorta, oggi sede del Consiglio Comunale. L’edificio ha ovviamente subito nei secoli distruzioni, ricostruzioni, modifiche e abbellimenti da parte dei suoi vari proprietari, spesso esponenti delle più potenti famiglie cittadine. Nel Medioevo l’edificio appartenne ai Sismondi, ai Buonconte e a Giovanni dell’Agnello, primo e unico “Doge” di Pisa, che vi costruì la sua dimora alla metà del Trecento. Successivamente il complesso passò ai Sancasciano e ai Del Testa, ai quali si deve la struttura tardo-cinquecentesca che il palazzo conservò fino al XVIII secolo, quando fu oggetto di ulteriori modifiche, che interessarono soprattutto l’interno. Il Palazzo appartenne quindi di nuovo a un ramo dei Del Testa, poi ai Bracci Cambini e agli Archinto. Alla seconda metà del XVIII risale il colore esterno del palazzo, realizzato forse per soddisfare il gusto degli ospiti di San Pietroburgo che ebbero occasione di soggiornarvi a partire dal 1773. Al tardo Settecento e agli esordi del secolo successivo devono essere ascritte molte delle decorazioni delle sale, alle quali il restauro ha ridato vita (ma con labili tracce delle decorazioni medievali). L’ultimo importante intervento sul palazzo, che gli diede l’aspetto che ancora conserva, risale agli anni dopo l’Unità d’Italia. Fu infatti il conte Domenico Giuli, proprietario del palazzo, che acquistò nel 1864 dal Comune di Pisa un tratto del vicolo fra via dell’Olmo e via del Cappello, edificandovi una nuova ala verso est che rendeva simmetrica la facciata, scandita da cinque ampie finestre in luogo di quattro. In questo modo l’ampio edificio si collegava al palazzetto Casarosa, anch’esso di proprietà Giuli, configurandosi come uno dei più significativi edifici tra quanti arricchiscono l’ampio scenario falcato dei lungarni. Abitato dalla famiglia dei Conti Giuli Rosselmini Gualandi fino agli anni Settanta del Novecento, il Palazzo è stato poi acquistato nel 2001 dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, oggi Fondazione Pisa, che lo ha completamente restaurato e reso accessibile al pubblico a partire dal 2008.

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