Arnaldo Testi
“L’individualismo conservatore ai tempi del New Deal (e di Edward Hopper)”
Giulia Crisanti
“Immaginari e consumi della democrazia statunitense all’alba del secolo americano”
L’individualismo conservatore ai tempi del New Deal (e di Edward Hopper)
Arnaldo Testi (Università di Pisa)
Negli anni Trenta e Quaranta, gli anni del presidente Roosevelt e delle riforme del New Deal, Edward Hopper è un fiero anche se riservato anti-rooseveltiano, un conservatore anti-statalista, un individualista di tipo ottocentesco. In effetti questo tipo di individualismo permane sottotraccia anche allora, anzi acquista una rinnovata energia intellettuale nella critica delle politiche socialisteggianti del governo federale. I libri e le idee della scrittrice Ayn Rand (La fonte meravigliosa, 1943) e dell’economista Friedrich von Hayek (La via della schiavitù, 1944) ne sono importanti esempi. Come Hopper, considerano la “crescente venerazione” per lo stato sociale un passo verso la tirannia.
Arnaldo Testi, storico, ha insegnato Storia degli Stati Uniti all’Università di Pisa. Le sue ricerche riguardano la nascita e le trasformazioni dei partiti politici americani tra Ottocento e Novecento e il rapporto tra pratiche di voto e leggi elettorali. Ha studiato anche l’impatto del suffragio femminile sulla politica statunitense e il modo in cui gli Stati Uniti raccontano la propria storia, con particolare attenzione alle controversie culturali sulla bandiera, sui monumenti e sulle feste nazionali. Cura il blog Short Cuts America. Tra le sue pubblicazioni: La formazione degli Stati Uniti (il Mulino, 2020), I fastidi della storia. Quale America raccontano i monumenti (il Mulino, 2023), Il secolo degli Stati Uniti (il Mulino, 2025), Quattro luglio (il Mulino, 2026).
Immaginari e consumi della democrazia statunitense all’alba del secolo americano
Giulia Crisanti (American University of Rome e Università di Pisa)
Prima di diventare pittore di larga fama, Edward Hopper lavora per due decenni come illustratore commerciale e pubblicitario freelance, realizzando disegni per alcune delle più diffuse riviste e agenzie pubblicitarie dell’epoca. Partecipa così agli sviluppi che, tra inizio Novecento e anni Venti, diedero forma a nuovi immaginari consumistici, nonché all’espansione della moderna democrazia dei consumi americana sulla scena sia nazionale che globale. La costellazione dei nuovi spazi di consumo che popola le opere di Hopper – dai cinema e le stazioni di servizio alle diners e le vetrine della città – lascia traccia non solo di un’identità democratica statunitense sempre più definita da possibilità di accesso ai consumi di massa, ma anche delle ambivalenze che caratterizzarono tale processo.
Giulia Crisanti, storica, è docente a contratto di Storia degli Stati Uniti e Politica estera americana all’American University of Rome e al Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa. Ha conseguito il dottorato in Storia alla Fordham University di New York. Ha insegnato alla Fordham e all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ed è stata assegnista di ricerca alla Sapienza Università di Roma. Si occupa di storia transatlantica, storia del capitalismo e cultura dei consumi tra Stati Uniti ed Europa. Con la monografia tratta dalla tesi di dottorato ha vinto il Rob Kroes Publication Award dell’European Association for American Studies. Tra le sue pubblicazioni: Europeans Are Lovin’ It? Coca-Cola, McDonald’s, and Responses to American Global Businesses in Italy and France, 1886-2016 (Brill, 2023) e, con Simone Cinotto, il volume curato Un oceano di stile. Produzione e consumo di Made in Italy negli Stati Uniti del dopoguerra (Mimesis, 2023).


