Hopper. Luci e solitudine della scena americana

Auditorium di Palazzo Blu
19 novembre 2026 – 17:00
Stefano Zuffi

Per lunghi decenni del Novecento, Edward Hopper è stato il disincantato e insieme poetico osservatore di una realtà fatta di spazi infiniti, vite che si sfiorano, luci artificiali, paesaggi naturali che stridono con i segni della modernità. Il tutto con un realismo asciutto, nitido, messo a fuoco con la chiarezza di un fotogramma cinematografico. Come illustra il percorso della mostra allestita a Palazzo Blu, Hopper parte da un decisivo periodo trascorso a Parigi, in cui raccoglie l’eredità dell’impressionismo, per imboccare poi una strada del tutto originale, percorsa insieme alla moglie Jo, negli scenari ambientali, architettonici e sociali dell’America del Novecento. Con toccante sensibilità Hopper rivela la poesia del silenzio, le distanze, le solitudini, le piccole speranze e le vicende umane della quotidianità, affermandosi come uno dei più originali e intensi artisti del XX secolo.

Stefano Zuffi, storico dell’arte milanese, è tra i più noti divulgatori italiani di storia dell’arte, con particolare attenzione al Rinascimento. Laureato in Lettere moderne all’Università degli Studi di Milano, si è specializzato in Museologia al Politecnico di Milano. È stato consulente editoriale e scientifico di Electa e ha curato mostre a Milano, Torino, Genova, Verona e Pisa. Ha pubblicato oltre cento libri, tradotti in diverse lingue, e collabora con riviste specializzate e programmi radiofonici. Tra le sue pubblicazioni: Il giardino dipinto (24ore Cultura, 2024), Munch (Moebius, 2025), Animali dipinti (24ore Cultura, 2025).