A cura di Stefano Renzoni
Selezione di disegni a cura di Bianca Cerrina Feroni
Con la mostra “I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra Otto e Novecento”, Palazzo Blu prosegue il proprio percorso di approfondimento dedicato alla cultura figurativa tra XIX e XX secolo, già indagata attraverso importanti esposizioni come quelle sui Macchiaioli, sulla stagione di Henri de Toulouse-Lautrec e sulla Belle Époque.
La mostra propone un ampio affresco della pittura a Pisa e nel suo territorio tra Ottocento e Novecento, mettendo in relazione generazioni diverse di artisti e restituendo la ricchezza di un contesto culturale in continuo dialogo con i principali centri artistici italiani.
All’interno di questo percorso, i fratelli Francesco Gioli e Luigi Gioli rappresentano un nodo centrale, ma non esclusivo: la loro esperienza si inserisce infatti in una più ampia rete di relazioni che affonda le radici nella stagione macchiaiola e si sviluppa nelle successive declinazioni del naturalismo e della pittura di paesaggio.
Il percorso espositivo si articola in sei sezioni e costruisce un racconto corale, in cui accanto ai Gioli trovano spazio protagonisti e interpreti significativi della scena artistica tra Otto e Novecento. Particolare rilievo è riservato a figure come Adolfo Tommasi e Spartaco Carlini, accanto ad artisti quali Plinio Nomellini, Vittorio Matteo Corcos e Amedeo Lori, che contribuirono a definire il volto della pittura nel territorio pisano.
In questo contesto, l’opera dei Gioli si configura come punto di equilibrio tra tradizione e rinnovamento: da un lato il legame con l’esperienza dei Macchiaioli, dall’altro l’apertura verso una visione più moderna del paesaggio e della realtà.
Attraverso dipinti e disegni – questi ultimi presentati anche come linguaggio autonomo e non solo preparatorio – La mostra restituisce la complessità di una stagione artistica che vede Pisa come luogo attivo di elaborazione, confronto e sperimentazione attraverso i numerosi dipinti e un nucleo inedito di disegni, presentati come linguaggio autonomo e non solo preparatorio. Provenienti direttamente dall’archivio dei Gioli, ancora custodito dagli eredi, questi disegni vengono esposti al pubblico per la prima volta.
L’esposizione offre così una nuova lettura della cultura figurativa locale, inserendola in un più ampio quadro storico e artistico e contribuendo a rafforzare il ruolo di Palazzo Blu come punto di riferimento per lo studio e la valorizzazione dell’arte tra Otto e Novecento.
La mostra è accompagnata da catalogo edito da Felici Editore.
Francesco Gioli, In giardino, 1871,
olio su tela, cm 33 X 26,
Collezione privata
Luigi Gioli, L’Arena di Pisa,
olio su tela, cm 51×42,
Collezione privata
Luigi Gioli, Albereta di pioppi, Fauglia (studio), 1898 ca,
olio su tela, cm 38 X 22,
Collezione privata
Francesco Gioli, Pesca a sciabica, 1887,
olio su tela, cm 80 X 140,
Collezione privata (Courtesy ‘800/900 Artstudio, Livorno-Lucca)
Luigi Gioli, Via del passeggio a Livorno (Hotel Palazzo),
olio su tela, cm 50,5x 80,5,
Collezione privata
Francesco Gioli, Fiori di campo, 1896,
olio su tela, cm 152 X 76,8,
Galleria Nazionale di Palazzo Pitti, Firenze
Ernesto Rayper, Il Gombo, 1864,
olio su tela, cm 58,5 X 140 (93,5x176x9),
Galleria d’Arte Moderna, Genova










