Bruno Canino e Vincenzo Maxia: pianoforte a quattro mani

Ciclo: Domeniche in musica
Domenica, 27 febbraio 2022, ore 11:00
In auditorium e in diretta streaming dal sito web e dalla pagina Facebook di Palazzo Blu.
Prenotazione obbligatoria tramite Eventbrite.


Introduce: Raffaele Donnarumma

Robert Schumann
Bilder aus Osten op.66
Maurice Ravel
Ma mère l’Oye

Pavane de la Belle au bois dormant
Petit Poucet
Laideronette, Impératrice des Pagodes
Les entretiens de la Belle et de la Bête
…Le jardin féerique
Franz Liszt
Les Préludes

(Versione per pianoforte a quattro mani del compositore)


La musica a programma è una grande risorsa dell’immaginazione sonora. Agli autori che ascolteremo oggi non interessa tradurre parole o figure in note, ma evocare, suggerire, inventare. La loro non è «pittura», come insegnava Beethoven, e neppure solo «espressione del sentimento»: piuttosto, creazione o sogno di mondi. Così, Schumann rilegge poesie arabe tradotte da Rückert alla luce del suo romanticismo; Liszt medita sui versi di Lamartine per dire tutto di sé e del proprio stile; Ravel racconta le fiabe di Perrault suscitando incantesimi pianistici e lasciandoci la nostalgia del giardino struggente delle fate.


Bruno Canino, nato a Napoli, ha studiato pianoforte e composizione al Conservatorio di Milano, dove poi ha insegnato per 24 anni, e per dieci anni ha tenuto un corso di pianoforte e musica da camera al Conservatorio di Berna. Come solista e pianista da camera ha suonato nelle principali sale da concerto e festival europei, in America, Australia, Giappone e Cina. Suona in duo pianistico con Antonio Ballista e collabora con illustri strumentisti quali Salvatore Accardo, Uto Ughi, Pierre Amoyal, Itzahk Perlman e Sergei Krylov. È stato direttore della Sezione Musica della Biennale di Venezia dal 1999 al 2002 e si è dedicato in modo particolare alla musica contemporanea, lavorando, fra gli altri, con Pierre Boulez, Luciano Berio, Karlheinz Stockhausen, György Ligeti, Bruno Maderna, Luigi Nono, Sylvano Bussotti, di cui spesso ha eseguito opere in prima esecuzione. Ha suonato sotto la direzione di Claudio Abbado, Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Wolfgang Sawallisch, Luciano Berio, Pierre Boulez con orchestre quali la Filarmonica della Scala, l’Orchestra di Santa Cecilia, i Berliner Philharmoniker, la New York Philharmonia, la Philadelphia Orchestra e l’Orchestre National de France. Numerose sono le sue registrazioni discografiche: fra le più recenti ricordiamo l’integrale pianistica di Casella e quella di Chabrier. Tiene regolarmente masterclass per pianoforte solista e musica da camera in Italia, Germania, Spagna, Giappone, e partecipa al Marlboro Music Festival negli Stati Uniti da più di quarant’anni. I suoi libri Vademecum del pianista da camera e Senza musica sono editi da Passigli.


Sia in veste di solista che con varie formazioni di musica da camera e con orchestra, Vincenzo Maxia è stato ospite di numerose e importanti Associazioni Musicali in Italia ed all’estero (Austria, Francia, Marocco, Portogallo, Lussemburgo, USA), ha effettuato varie registrazioni per la RAI, per la RAI-TV e per la Radio Vaticana. Ha svolto, oltre all’attività di pianista, anche quella di direttore, sia nel repertorio sinfonico che operistico, tenendo concerti anche in Romania ed in Venezuela. Nell’ambito del progetto CittàLirica-OperaStudio ha diretto l’opera di Nino Rota “Il Cappello di paglia di Firenze” a Lucca, Pisa, Livorno, Mantova e Ravenna. Interessato anche alla divulgazione della cultura musicale presso i giovani, ha diretto le opere didattiche di Britten “Il Piccolo spazzacamino”, “L’Arca di Noè” e “La Guida del giovane all’orchestra”. In duo pianistico, con Giuseppe Bruno, è stato ospite dei “Concerti della Normale” al Teatro Verdi di Pisa e negli Stati Uniti del “Chicago Duo Piano Festival” ed ha effettuato una registrazione discografica per la OnClassical, dedicata a trascrizioni di Liszt per due pianoforti. È stato docente presso il Conservatorio di musica “Luigi Cherubini” di Firenze. È consulente artistico di “Domenica in Musica”.


Raffaele Donnarumma insegna Letteratura italiana contemporanea presso l’Università di Pisa. Ha studiato alla Scuola Normale e insegnato presso la stessa Scuola, l’Università di Siena, l’Università per Stranieri di Siena, lo IUSS di Pavia.  Si interessa soprattutto di narrativa, e ha lavorato sulle categorie di modernismo, postmoderno, ipermoderno. Tiene lezioni e seminari e partecipa a convegni in Italia e all’estero.