Edgar. Giacomo Puccini

Compagnia FuoriOpera
presenta
EDGAR

libretto
FERDINANDO FONTANA

musica di
GIACOMO PUCCINI

PERSONAGGI e INTERPRETI

EdgarALESSANDRO MUNDULA
FideliaEVA CORBETTA
TigranaJULIYA SAMSONOVA
FrankDANIELE GIROMETTI
GualtieroEMIL ABDULLAIEV

pianoforte e concertazione – Andrea Deutsch Gottfried
allestimento e regia – Fabio Midolo
costumi – Sartoria Teatrale Bianchi di Milano

Sinossi
Fidelia, figlia di Gualtiero, è innamorata di Edgar, ma il giovane non riesce a resistere al fascino di Tigrana, una bellissima zingara. Anche Frank, fratello di Fidelia, è innamorato di Tigrana, ma costei lo respinge e cerca di conquistare Edgar. Quando la zingara assume atteggiamenti irriverenti, intonando davanti alla chiesa una canzone sboccata, viene cacciata dai contadini, allora Edgar interviene in sua difesa, poi preso da un’irrefrenabile esaltazione, afferra una torca ed incendia la casa paterna. Fugge con Tigrana dopo aver affrontato in duello e ferito Frank che tenta di fermarli.
In un sontuoso palazzo si sta svolgendo una festa ed Edgar, ormai stanco della vita perversa con Tigrana, pensa con nostalgia alla casa paterna e a Fidelia. La zingara tenta inutilmente di riconquistarlo. Davanti al palazzo, tra i rulli dei tamburi e i suoni delle fanfare, passa una schiera di soldati; allora Edgar sente il desiderio di riabilitarsi e per espiare le sue colpe decide di unirsi a quei militari guidati da Frank. Tigrana giura di vendicarsi.
L’esercito vince la battaglia, ma molte vittime restano sul campo: anche Edgar è tra i scomparsi. Si preparano le solenni esequie in suo onore. Mentre Frank pronuncia l’elogio funebre, un frate, con il volto coperto da un cappuccio, ricorda le colpe di cui si è macchiato in vita Edgar. Fidelia difende la memoria dell’uomo amato, poi si ritira in chiesa a pregare. A cerimonia ultimata giunge Tigrana che appare addolorata per la morte dell’uomo; il frate e Frank le promettono ori e monili se si fa delle confessioni ai danni dello scomparso. Quando Amonastro esce dal nascondiglio e si presenta come il re degli Etiopi, Radamés capisce di aver involontariamente tradito il proprio paese. Tigrana dichiara non solo di essere stata l’amante di Edgar, ma anche che quello pensava di tradire la patria. Alcuni soldati, credendo alle accuse della donna, si avventano sul cadavere di Edgar, ma nella bara c’è solo la sua armatura: egli è vivo, in realtà è il frate incappucciato. Fidelia si slancia verso di lui per abbracciarlo, ma Tigrana compie la sua vendetta: afferra un coltello e la uccide con una pugnalata. Edgar si china sul suo corpo in preda alla disperazione. 

Lo spettacolo
Edgar siam tutti… così si apre l’opera di Puccini che poca fortuna ha avuto tra le perle del compositore toscano, non che non vi siano pagine sublimi. Tuttavia, il soggetto esaspera i contrasti tra virtù e peccato, colpa e redenzione, cercando di trasformare Fidelia in Micaëla e Tigrana in Carmen; mentre Edgar è una sorta di Faust, che non sa resistere alle tentazioni e cerca poi di redimersi.

Ispirati da un libretto “difficile” a detta dallo stesso Puccini, ma anche da una musica straordinaria, metteremo in scena la storia, con semplici enunciati tematici ad ogni atto – in tutto tre gli atti, fedeli all’ultima revisione del maestro – grazie a un cantastorie, restituendo unità di intenti, gli stessi che intercorrono all’interno del dramma.