Il ladro e la zitella

La Compagnia FuoriOpera

presenta
Il ladro e la zitella

Opera grottesca in un atto e 14 quadri
Testo e musica  Gian Carlo Menotti

prima esecuzione: 22 aprile 1939

personaggi e interpreti

Miss Todd: Mirea Marchetto Mollica
Letizia: Giovanna Aquilino
Miss Pinkerton: Emanuela Scirea
Bob: Akihiro Shiraishi
pianoforte: Loris Peverada
Direzione musicale: Andrea Gottfried
Regia e allestimento: Massimo Marani
Costumi: Sartoria Teatrale Bianchi Milano

SINOSSI

IL LADRO E LA ZITELLA

Il ladro e la zitella (The Old Maid and the Thief) è un’opera grottesca in un atto, composta da Gian Carlo Menotti su commissione della NBC come una delle prime opere scritte specificamente per la radio. Rappresentata per la prima volta in forma radiofonica nel 1939 e successivamente adattata per le scene nel 1941, l’opera narra una torbida ma divertente vicenda di moralità e ipocrisia ambientata in una tranquilla cittadina americana intorno al 1900.
La protagonista è Miss Todd, una “zitella” di alto rango sociale e pilastro della comunità locale, la cui vita scorre monotona tra pettegolezzi e opere di carità. La sua routine viene interrotta dall’arrivo di Bob, un affascinante vagabondo che si presenta alla sua porta in cerca di cibo. Colpite dalla sua bellezza, Miss Todd e la sua giovane e scaltra domestica, Laetitia, decidono impulsivamente di ospitarlo, presentandolo ai vicini come un lontano cugino.
L’equilibrio si incrina quando la pettegola Miss Pinkerton avverte Miss Todd che un pericoloso detenuto è evaso e si aggira nella zona. Sebbene la descrizione del fuggitivo corrisponda a quella di Bob, Miss Todd, ormai invaghita del giovane, decide di non denunciarlo, ma di trattenerlo a ogni costo. Per impressionarlo e garantirgli ogni comfort, la rispettabile donna intraprende una tragicomica spirale criminale: inizia a sottrarre denaro dalle casse delle associazioni caritatevoli che presiede e arriva persino a svaligiare un negozio di liquori per soddisfare i desideri del suo ospite.
Mentre Miss Todd si trasforma in una ladra per amore, Laetitia e Bob finiscono per innamorarsi l’uno dell’altra. Il climax viene raggiunto quando Miss Pinkerton informa che la polizia sta per perquisire ogni abitazione della città. In preda al panico, Miss Todd implora Bob di fuggire con lei, ma il giovane le rivela crudelmente di non averla mai amata. Accecata dall’ira e dal rifiuto, la donna corre a chiamare la polizia per incolpare Bob di tutti i furti da lei stessa commessi.
Il finale riserva un’ultima, amara beffa: approfittando dell’assenza di Miss Todd, Bob e Laetitia fuggono insieme, portando con sé tutti i preziosi della donna e la sua automobile. Al suo ritorno, Miss Todd trova la casa spoglia e la sua reputazione distrutta, realizzando che, come recita il libretto, “il diavolo non potrebbe fare ciò che una donna può fare: trasformare un uomo onesto in un ladro”.

MESSA IN SCENA

IL LADRO E LA ZITELLA – Sesso, Possesso e Povertà

Il ladro e la zitella è una satira tagliente mascherata da commedia grottesca. L’ispirazione nacque dalla visita del compositore in una tranquilla cittadina americana che, dietro un’apparente ingenuità, celava un groviglio di segreti e repressioni.
Al centro della trama troviamo Miss Todd, stimato pilastro della comunità, la cui vita è un tempio dedicato alla rispettabilità e all’accumulo. In questo allestimento, il focus è posto sull’ipocrisia consumistica della protagonista: per lei la morale è una merce di scambio. L’arrivo di Bob, un affascinante vagabondo, non scatena un sentimento romantico, ma un desiderio di possesso. Miss Todd tenta letteralmente di “comprare” Bob, scivolando in una spirale criminale e derubando i suoi stessi vicini pur di mantenere l’illusione di controllo sul suo ospite.
Il finale sovverte la celebre massima del libretto. In questa lettura, Bob non è un uomo onesto corrotto dalla donna, ma un cinico opportunista che si approfitta della solitudine di lei. La scena si chiude su una casa spoglia e una donna distrutta, rivelando che il vero ladro non è chi infrange la legge, ma chi manipola i sentimenti per il proprio tornaconto.