La Compagnia FuoriOpera presenta
Lucia di Lammermoor
opera in 3 atti
libretto di Salvadore Cammarano
musica di Gaetano Donizetti
Prima esecuzione: 26 settembre 1835
personaggi e interpreti
Lucia: Valentina Di Blasio
Edgardo: Flavio D’Ambra
Enrico: Giorgio Valerio
attrice: Giorgia Cribiù
pianoforte: Svetlana Huseynova
Direzione musicale: Andrea Gottfried
Regia e allestimento: Massimo Marani
Costumi: Sartoria Teatrale Bianchi Milano
SINOSSI
LUCIA DI LAMMERMOOR
Sullo sfondo di una Scozia cupa e selvaggia del tardo XVI secolo, si consuma la tragedia di Lucia Ashton e Sir Edgardo di Ravenswood. Nonostante il feroce conflitto che divide le loro nobili famiglie, i due giovani si amano e si incontrano segretamente nel parco del castello. Prima di partire per una missione politica in Francia, Edgardo giura fedeltà eterna a Lucia e i due si scambiano gli anelli come pegno d’amore.
Tuttavia, le ambizioni politiche di Lord Enrico Ashton, fratello di Lucia, non conoscono pietà. Prossimo alla rovina, Enrico decide di sacrificare la sorella costringendola a un matrimonio di convenienza con il potente Lord Arturo Bucklaw. Per piegare la resistenza di Lucia, Enrico, con l’aiuto del capo degli armigeri Normanno, la inganna mostrandole una falsa lettera che attesta l’infedeltà di Edgardo. Distrutta dal dolore e credendosi abbandonata, la giovane cede alle pressioni del fratello e del suo confidente Raimondo, firmando infine il contratto nuziale.
Proprio mentre la firma è ancora fresca sulla carta, Edgardo irrompe nel castello degli Ashton. Alla vista dell’atto sottoscritto da Lucia, l’uomo è sopraffatto dal furore: convinto di essere stato tradito, le restituisce l’anello, maledice lei e la sua stirpe e calpesta il pegno d’amore tra lo sgomento degli astanti. L’offesa è così grave che Enrico raggiunge Edgardo nella torre di Wolferag per sfidarlo a un duello mortale che dovrà svolgersi all’alba tra le tombe dei Ravenswood.
Ma l’orrore finale è ormai imminente. Mentre nel castello gli invitati festeggiano le nozze, Raimondo interrompe i canti con una notizia agghiacciante: Lucia, vinta dalla pazzia, ha ucciso lo sposo Arturo nella camera nuziale. La fanciulla appare allora nella sala, pallida e con le vesti sporche di sangue; in una celebre e straziante scena di delirio, immagina di celebrare il suo matrimonio con Edgardo prima di crollare esanime.
Nell’ultima scena, Edgardo attende il rivale nel cimitero degli avi, invocando la morte. Quando i rintocchi funebri e il racconto di Raimondo gli annunciano che Lucia è spirata, l’uomo comprende l’immenso inganno subito dalla donna e, disperato, si toglie la vita con un pugnale per ricongiungersi a lei nell’eternità.
MESSA IN SCENA
LUCIA DI LAMMERMOOR – Lo Spettro della Violenza
In questa messa in scena di Lucia di Lammermoor, la Scozia diventa un ecosistema dominato da un “odio atavico” che infesta anime e luoghi. Enrico Ashton incarna un potere patriarcale che riduce la sorella a merce di scambio per ambizione politica, distruggendone la volontà con un inganno crudele.
Fulcro simbolico è il fantasma della fontana: un femminicidio del passato che non è semplice leggenda, ma il presagio di una violenza ancestrale che continua a infestare la società. In questo contesto, la follia di Lucia si rivela come l’unica ribellione estrema a un trauma insopportabile. Il suo celebre delirio non è virtuosismo, ma il rifugio disperato di una vittima annientata da un mondo maschile che le ha negato ogni via d’uscita.
La morte è una presenza onnipresente che avvolge l’intero dramma: l’amore tra Lucia ed Edgardo, così come il suicidio di quest’ultimo, vengono consumati tra le lapidi, celebrando macabramente l’irrinunciabile valzer tra Eros e Thanatos.


