Il romanzo Marilyn di Joyce Carol Oates rappresenta un caso emblematico di trasformazione di vite reali in materia narrativa, fenomeno oggi identificato come biofiction. L’opera non si limita a raccontare Marilyn Monroe, ma la ricodifica come figura culturale complessa, sospesa tra vulnerabilità privata e esposizione pubblica. Attraverso una scrittura che combina empatia e distacco critico, Oates mette in luce la tensione tra identità e personaggio, mostrando come la celebrità generi narrazioni capaci di sostituirsi alla persona reale.
Letture di Elisa Proietti
Paolo Bugliani è ricercatore di Letteratura inglese all’Università di Pisa. Studioso del saggio, del lifewriting e delle relazioni tra Romanticismo e Modernismo, ha pubblicato monografie, curato edizioni e tradotto classici come Mrs Dalloway e Ulisse. Collabora a progetti internazionali e partecipa regolarmente a conferenze in Italia e all’estero.
Elisa Proietti è nata a Pisa nel 1984. Si è diplomata come attrice teatrale alla Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano. Al lavoro teatrale in giro per l’Italia affianca quello di speaker e doppiatrice. Come hobby (ma solo come hobby!) canta in una band rock.


