Semiotica delle teorie del complotto: segni, parasegni, e pseudosegni

Massimo Leone, Università di Torino

4 novembre, ore 17,30

Le teorie del complotto non sono sempre facilmente distinguibili dalle interpretazioni fondate; la distinzione, infatti, riposa spesso non su eclatanti dati oggettivi (la terra non è piatta, le riprove ne sono abbondanti) ma su complessi accumuli di osservazioni, dati, e interpretazioni (i vaccini riducono la contagiosità, ma lo si dimostra più che altro induttivamente lungo archi temporali di vasta durata). Le teorie del complotto, però, si contraddistinguono in maniera più marcata per un certo stile semiotico, ovvero per la maniera con cui enucleano segni nel reale, li considerano come forieri di senso, attribuiscono loro un significato preciso, e li collegano con altri segni. La conferenza cercherà di caratterizzare in maniera dettagliata questo stile semiotico, distinguendo fra segni, parasegni, e pseudosegni del complotto.


Massimo Leone è Professore Ordinario di Filosofia della Comunicazione, Semiotica della Cultura e Semiotica dell’Immagine presso il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino e Professore Ordinario a tempo parziale di Semiotica presso il Dipartimento di Lingua e Letteratura Cinese dell’Università di Shanghai, Cina. È stato professore invitato presso numerose università e centri di studi avanzati nei cinque continenti. Ha guidato la rappresentanza italiana per il progetto europeo COST (“COMPACT – Comparative Analysis of Conspiracy Theories”). Le sue ricerche al momento si concentrano sulla semiotica del volto nelle culture digitali (progetto ERC “FACETS”). È autore di quindici monografie (in italiano, inglese, francese, cinese, etc.), oltre cinquecento articoli scientifici in varie lingue, e curatore di una quarantina di volumi collettivi, tra cui un numero speciale della rivista Lexia su “Complotto / Conspiracy”. Dirige la rivista Lexia (SCOPUS, fascia A), la rivista Semiotica (De Gruyter, WES, SCOPUS, fascia “A”) e le collane I saggi di Lexia (Aracne), Semiotics of Religion (De Gruyter) e Face Studies (Routledge).


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