Se la pioggia fosse di Bitter Campari, 1926-1927


Fortunato Depero è stato l’artista futurista che ha superato il concetto tradizionale di arte, aprendo le porte alla pubblicità e al design contemporaneo. Dalla sua incontenibile inventiva, messa a frutto nella casa d’arte a Rovereto, sono usciti centinaia di progetti pubblicitari, ironici e moderni.
Tra il 1925 e il 1933, è soprattutto con Davide Campari che Depero intrattiene il sodalizio più stretto. Nei suoi scritti parla degli industriali come dei nuovi papi e mecenati, e del cartellone pubblicitario come l’equivalente moderno del quadro sacro, sottolineando, in maniera decisa: “Ogni creazione pubblicitaria DEVE, DEVE, DEVE, essere originale, inventata, rara, audace, cazzottatrice, sorprendente. Deve agganciare, fulminare magari il passante distratto o frettoloso, deve essere improvviso ed imprevisto.”
Tra i manifesti più incisivi, Se la pioggia fosse di Bitter Campari presenta uno dei tipici omini meccanici, dai tratti formali inconfondibili. Il personaggio è intento a bere il Campari dal manico - cannuccia di un ombrello, la cui calotta, rovesciata, raccoglie il prezioso liquido che scende dal cielo, rendendo una giornata piovosa un momento spensierato. Nell’immagine predomina il segno stilizzato, il contrasto del bianco e il nero, e i marcati caratteri tipografici.
Per Campari, Depero realizza anche i famosi pupazzi di legno e la bottiglia del Campari soda, che, con la sua inconfondibile forma di calice rovesciato, è ancora oggi un’icona di design.
Nel ribadire il principio futurista della connessione tra arte e vita, Depero ha modellato l’immaginario di un rito quotidiano italiano: l’aperitivo.

DEPERO PER CAMPARI
Se la pioggia fosse di Bitter Campari, 1926-1927
Inchiostro di china e collage su carta, 42 x 29,5 cm