L’edizione 2026 di Domeniche in Jazz prende avvio da una coincidenza straordinaria: nel 1926 nacquero alcuni dei musicisti che, seguendo percorsi molto diversi, avrebbero contribuito a trasformare profondamente il jazz. A cento anni di distanza, cinque lezioni-concerto ne ripercorrono le vicende, utilizzando il centenario non come semplice occasione celebrativa, ma come punto di partenza per attraversare un secolo di storia musicale e culturale.
A guidare gli incontri sarà ancora una volta Francesco Martinelli, storico del jazz, autore e docente, che intreccerà biografie, ascolti, immagini, documenti e contesti sociali. Il suo racconto si alternerà alla musica dal vivo, affidata ad alcuni fra i più interessanti interpreti del jazz italiano accanto a giovani promesse di grande talento. Le esecuzioni non avranno la funzione di riprodurre fedelmente un disco o di imitare uno stile, ma renderanno udibili i passaggi della narrazione: la costruzione di un arrangiamento, l’evoluzione di un ritmo, il rapporto fra composizione e improvvisazione, la nascita di un nuovo suono.
Il percorso si apre con Randy Weston e Melba Liston, protagonisti di una ricerca che ha ricollocato l’Africa al centro della storia del jazz, unendo memoria, composizione e scrittura orchestrale. La parte musicale è affidata ad Argena feat. Tony Cattano. Il trombonista e compositore Tony Cattano sarà la guida musicale dell’incontro e dialogherà con il giovane quartetto formato da Niccolò Monté Rizzi alla tromba, Ariel Tricomi al pianoforte, Matisse Berg al contrabbasso e Gabriele Peretti alla batteria. L’incontro fra l’esperienza di Cattano e una formazione cresciuta a Siena Jazz permetterà di mettere in luce tanto il ruolo pionieristico di Melba Liston quanto la dimensione collettiva della musica di Weston.
Con Lou Donaldson e Jack McDuff si entra nei club afroamericani, dove bebop, blues, gospel e rhythm and blues confluiscono nell’energia comunicativa del soul jazz. A condurre musicalmente la lezione saranno Valentina Bartoli, all’organo Hammond, e Renzo Cristiano Telloli, al sax alto: due strumenti centrali nella definizione di quel suono caldo, diretto e immediatamente riconoscibile. Con loro suoneranno Marco Galiero alla chitarra e Andrea Melani alla batteria, completando un quartetto costruito intorno al dialogo fra sax, Hammond e sezione ritmica.
La terza lezione è dedicata a Franco Cerri e Renato Sellani e alla costruzione di una possibile via italiana al jazz, sviluppata attraverso il rapporto con la radio, la televisione, la canzone e la scena internazionale. Protagoniste sul palco saranno Francesca Tandoi, pianista e cantante, ed Eleonora Strino, chitarrista: due artiste dalla forte personalità, capaci di rileggere la tradizione con linguaggi e sensibilità differenti. Il loro incontro permetterà di evocare il mondo musicale di Cerri e Sellani senza ricorrere a una ricostruzione nostalgica, facendo emergere la naturale continuità fra repertorio storico e interpretazione contemporanea.
Con Jimmy Heath la rassegna affronta un’altra storia del bebop: quella di un sassofonista che fu anche compositore, arrangiatore, docente e instancabile trasmettitore del linguaggio jazzistico. La leader della formazione sarà Sophia Tomelleri, al sax tenore, affiancata da Federico Monzani al pianoforte, Matteo Anelli al contrabbasso e Vladimiro Carboni alla batteria. Il quartetto metterà al centro la qualità della scrittura di Heath, il rapporto fra tema e improvvisazione e il dialogo fra il sassofono e la sezione ritmica.
Il ciclo si conclude con Ray Brown e con la rivoluzione del contrabbasso moderno. Figura centrale dell’appuntamento sarà Dado Moroni, pianista che ha conosciuto e suonato a lungo con Brown e che potrà restituirne non soltanto il linguaggio musicale, ma anche il metodo di lavoro e la personalità. Con lui saranno sul palco Paolo Benedettini al contrabbasso e Marco Bovi alla chitarra. L’assetto senza batteria lascerà emergere il tempo interno del contrabbasso e il dialogo cameristico fra i tre strumenti, offrendo uno spazio ideale per raccontare il passaggio dal bebop ai grandi trii pianistici e la conquista di una piena autonomia melodica e solistica da parte del basso.
Cinque storie e cinque formazioni diverse compongono così un itinerario che attraversa Africa e America, club e sale da concerto, grandi orchestre e piccoli gruppi, tradizione afroamericana e jazz italiano. Un secolo di musica torna a farsi esperienza viva nell’incontro fra racconto, memoria e suono.
Calendario delle lezioni-concerto:
Domenica 4 ottobre 2026, ore 11:00
Randy Weston e Melba Liston: Il jazz ritorna in Africa
Tony Cattano — trombone; Niccolò Monté Rizzi — tromba; Ariel Tricomi — pianoforte; Matisse Berg — contrabbasso; Gabriele Peretti — batteria.
Domenica 18 ottobre 2026, ore 11:00
Lou Donaldson e Jack McDuff: Dal bebop al soul jazz
Valentina Bartoli — organo Hammond; Renzo Cristiano Telloli — sax alto; Marco Galiero — chitarra; Andrea Melani — batteria.
Domenica 1° novembre 2026, ore 11:00
Franco Cerri e Renato Sellani: Il jazz diventa italiano
Francesca Tandoi — pianoforte e voce; Eleonora Strino — chitarra.
Domenica 15 novembre 2026, ore 11:00
Jimmy Heath: L’altra storia del bebop
Sophia Tomelleri — sax tenore; Federico Monzani — pianoforte; Matteo Anelli — contrabbasso; Vladimiro Carboni — batteria.
Domenica 29 novembre 2026, ore 11:00
Ray Brown: La rivoluzione del contrabbasso
Dado Moroni — pianoforte; Paolo Benedettini — contrabbasso; Marco Bovi — chitarra.


