Polittico di Agnano, tempera su tavola - Palazzo Blu

Polittico di Agnano, tempera su tavola

Periodo: XX

La formazione di Icilio Federico Joni ebbe luogo in una delle botteghe senesi, dove potè imparare il mestiere di doratore ed entrare in contatto con il mondo degli antiquari e delle opere d’arte antica. Completò il suo percorso professionale con la frequentazione, sia pure saltuaria, dell’Istituto di Belle Arti di Siena. Nell’ambito della bottega portò a termine le prime operazioni di restauro di opere antiche, ma anche di esecuzione ex-novo di trittici, dittici e ritratti “in stile” che lo portarono presto ad una notorietà internazionale. Le opere, la cui esportazione era consentita in quanto riconosciute come “moderne contraffazioni dell’antico”, venivano poi smerciate come originali nel ricco mercato antiquario europeo, alimentato dalla recente riscoperta dei pittori primitivi.

Il Polittico di Agnano, composto da cinque scomparti disposti su tre ordini, è una copia dell’opera oggi unanimamente attribuita a Cecco di Pietro, eseguita intorno alla metà del Trecento. La copia era stata commissionata a Joni dalla famiglia Tobler, che ospitava l’originale durante i lavori di restauro della chiesa di Agnano. Terminati i lavori nel 1937, il “finto” polittico tornò al suo posto, ma nessuno sembrò accorgersi delle piccole differenze che caratterizzavano la nuova creazione. Fu solo grazie al drammatico bombardamento del 1944 che ridusse la chiesa in macerie che si crearono i presupposti per scoprire lo scambio di opere. E’ importante notare che si tratta di una copia e non di una falsificazione: questo sarebbe dimostrato dal fatto che Joni non adoperò nessuno accorgimento per mascherare l’uso di strumenti meccanici per la lavorazione delle tavole, effettivamente antiche, e per la centinatura. Si servì inoltre di una tela moderna stesa sotto la preparazione in gesso, e non agì sul dipinto per cercare di invecchiare la superficie pittorica con gli espedienti di cui si era servito in altre occasioni. Il dipinto è ascrivibile alla maturità dell’artista per l’alto livello tecnico di esecuzione e la profonda capacità di immedesimarsi nello stile del tempo.

Icilio Federico Joni (Siena, 1866 - 1946)



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